
Sabato 14
Come stare nei giorni in cui Dio sembra assente? Come stare quando sembra tutto inutile, quando ci si stanca di tutto, di Dio, degli impegni presi, del lavoro, delle amicizie, della stessa famiglia, della vita in generale?
È qui che risuona per noi questo strano invito di Gesù: stare nella vita senza stancarsi. È l’invito a non frapporre mai interruzione alcuna, anche quando l’attesa si è fatta estenuante e Dio sembra sempre più in ritardo rispetto alle nostre invocazioni. È l’invito a opporsi in tutti i modi a quella eventualità molto a portata di mano, di arrendersi al tratto immodificabile del presente. È l’invito a non smettere di attendere e preparare un futuro possibile. È l’invito a non sedersi accettando con rassegnazione l’inesorabilità di una vita interrotta.
Lc 18,1-8
Gesù diceva ai suoi discepoli una parabola sulla necessità di pregare sempre, senza stancarsi mai: «In una città viveva un giudice, che non temeva Dio né aveva riguardo per alcuno. In quella città c’era anche una vedova, che andava da lui e gli diceva: “Fammi giustizia contro il mio avversario”.
Per un po’ di tempo egli non volle; ma poi disse tra sé: “Anche se non temo Dio e non ho riguardo per alcuno, dato che questa vedova mi dà tanto fastidio, le farò giustizia perché non venga continuamente a importunarmi”».
E il Signore soggiunse: «Ascoltate ciò che dice il giudice disonesto. E Dio non farà forse giustizia ai suoi eletti, che gridano giorno e notte verso di lui? Li farà forse aspettare a lungo? Io vi dico che farà loro giustizia prontamente. Ma il Figlio dell’uomo, quando verrà, troverà la fede sulla terra?».