
Giovedì 19
Si prega per ottenere, per domandare, per chiedere, come se Dio fosse il genio della lampada! Insomma, noi scegliamo cosa sia giusto per noi e facciamo i nostri programmi e abbiamo i nostri desideri e Dio deve esaudirli e darci la sua benedizione su quanto NOI abbiamo pensato e scelto. Ci si dimentica che il primo momento della preghiera è l’ASCOLTO… ci si dimentica che Dio parla… ci si dimentica che non è Lui che deve fare la nostra volontà… ma noi la sua! Insomma, la preghiera, prima di essere qualcosa da ripetere, è un atteggiamento da assumere.
«Pregando, non sprecate parole come i pagani: essi credono di venire ascoltati a forza di parole. Non siate dunque come loro, perché il Padre vostro sa di quali cose avete bisogno prima ancora che gliele chiediate.
Voi dunque pregate così:
Padre nostro che sei nei cieli,
sia santificato il tuo nome,
venga il tuo regno,
sia fatta la tua volontà,
come in cielo così in terra.
Dacci oggi il nostro pane quotidiano,
e rimetti a noi i nostri debiti
come anche noi li rimettiamo ai nostri debitori,
e non abbandonarci alla tentazione,
ma liberaci dal male.
Se voi infatti perdonerete agli altri le loro colpe, il Padre vostro che è nei cieli perdonerà anche a voi; ma se voi non perdonerete agli altri, neppure il Padre vostro perdonerà le vostre colpe».