
Giovedì 12
Ci sono tanti modi per uccidere una persona. Uno dei più frequenti e, purtroppo, forse considerati poco gravi, è etichettarla. Quando qualcuno sbaglia, purtroppo, facciamo coincidere la persona con il suo errore, dimenticando la più importante lezione che il Signore ci ha lasciato: nessuno è il suo errore e tutti siamo meritevoli di amore e quindi di un’altra possibilità, e un’altra ancora, e ancora un’altra. Vuoi cambiare una persona? Amala per come è. Dio fa così con noi, e il suo amore ci rende migliori!
«Io vi dico: se la vostra giustizia non supererà quella degli scribi e dei farisei, non entrerete nel regno dei cieli.
Avete inteso che fu detto agli antichi: “Non ucciderai”; chi avrà ucciso dovrà essere sottoposto al giudizio. Ma io vi dico: chiunque si adira con il proprio fratello dovrà essere sottoposto al giudizio. Chi poi dice al fratello: “Stupido”, dovrà essere sottoposto al sinedrio; e chi gli dice: “Pazzo”, sarà destinato al fuoco della Geènna.
Se dunque tu presenti la tua offerta all’altare e lì ti ricordi che tuo fratello ha qualche cosa contro di te, lascia lì il tuo dono davanti all’altare, va’ prima a riconciliarti con il tuo fratello e poi torna a offrire il tuo dono.
Mettiti presto d’accordo con il tuo avversario mentre sei in cammino con lui, perché l’avversario non ti consegni al giudice e il giudice alla guardia, e tu venga gettato in prigione. In verità io ti dico: non uscirai di là finché non avrai pagato fino all’ultimo spicciolo!».