Riflessioni sul Vangelo di giovedì  5 novembre
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Riflessioni sul Vangelo di giovedì 5 novembre

Giovedì  5

Disorienta il modo che ha Gesù per presentare Dio, un Dio che non ripaga secondo le nostre colpe e che, invece, largamente perdona. Non a caso scribi e farisei mormoravano. Mormorano perché se così stanno le cose, viene giù tutto il loro impianto di religione, di pensiero, di vita. Cambia, appunto, persino la teologia. Perché Gesù non viene a dirci anzitutto ciò che l’uomo è chiamato a compiere per essere finalmente gradito agli occhi di Dio. Egli viene, invece, a metterci a parte di quello che passa nel cuore stesso di Dio: mai rassegnato alla perdita di uno solo dei suoi figli. Il Dio dell’un per cento! Una volontà ferma e irriducibile di cercare ciò che era perduto anima il cuore di Dio.

Lc 15,1-10

Si avvicinavano a Gesù tutti i pubblicani e i peccatori per ascoltarlo. I farisei e gli scribi mormoravano dicendo: «Costui accoglie i peccatori e mangia con loro».
Ed egli disse loro questa parabola: «Chi di voi, se ha cento pecore e ne perde una, non lascia le novantanove nel deserto e va in cerca di quella perduta, finché non la trova? Quando l’ha trovata, pieno di gioia se la carica sulle spalle, va a casa, chiama gli amici e i vicini, e dice loro: “Rallegratevi con me, perché ho trovato la mia pecora, quella che si era perduta”. Io vi dico: così vi sarà gioia nel cielo per un solo peccatore che si converte, più che per novantanove giusti i quali non hanno bisogno di conversione.
Oppure, quale donna, se ha dieci monete e ne perde una, non accende la lampada e spazza la casa e cerca accuratamente finché non la trova? E dopo averla trovata, chiama le amiche e le vicine, e dice: “Rallegratevi con me, perché ho trovato la moneta che avevo perduto”. Così, io vi dico, vi è gioia davanti agli angeli di Dio per un solo peccatore che si converte».