Riflessioni sul Vangelo di mercoledì 4 novembre
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Riflessioni sul Vangelo di mercoledì 4 novembre

Mercoledì 4

Gesù si accorge della folla che lo segue, ma ha paura che lo segua senza sapere perché lo fa. Senza percepire ciò che egli vuole da loro. Non si accontenta che gli vengano dietro e neppure che gli dimostrino ammirazione e amicizia. Gli interessa piuttosto che abbraccino il suo progetto di vita: una scelta vitale e liberante, ma impegnativa, che sottintende la rinuncia ad alcuni assoluti. Siccome tanta gente andava con lui, dice: andateci piano. Pensateci bene. Un Gesù che dice le cose come stanno. È un Dio che ci prende sul serio: non gli interessa che lo si segua per l’entusiasmo di un momento, non è in cerca di consensi. La scelta deve essere consapevole.

Lc 14,25-33

Una folla numerosa andava con Gesù. Egli si voltò e disse loro:
«Se uno viene a me e non mi ama più di quanto ami suo padre, la madre, la moglie, i figli, i fratelli, le sorelle e perfino la propria vita, non può essere mio discepolo. Colui che non porta la propria croce e non viene dietro a me, non può essere mio discepolo.
Chi di voi, volendo costruire una torre, non siede prima a calcolare la spesa e a vedere se ha i mezzi per portarla a termine? Per evitare che, se getta le fondamenta e non è in grado di finire il lavoro, tutti coloro che vedono comincino a deriderlo, dicendo: “Costui ha iniziato a costruire, ma non è stato capace di finire il lavoro”.
Oppure quale re, partendo in guerra contro un altro re, non siede prima a esaminare se può affrontare con diecimila uomini chi gli viene incontro con ventimila? Se no, mentre l’altro è ancora lontano, gli manda dei messaggeri per chiedere pace.
Così chiunque di voi non rinuncia a tutti i suoi averi, non può essere mio discepolo».