
Martedì 3
Come è possibile rifiutare l’invito al banchetto di nozze del figlio del re? Inoltre, l’unica cosa richiesta per il banchetto è la presenza, tutto è nel segno della pura gratuità. Se Dio ci avesse convocati per una puntigliosa verifica dei nostri conti con lui o per una discussione su alcune questioni scottanti, certamente avremmo lasciato ogni cosa per presentarci a lui, se non altro perché mossi dalla gravità della cosa. Dio, invece, non cessa di stupirci perché ci rivolge l’invito ad un banchetto nuziale, a voler dire che l’ideale cristiano è una beatitudine.
La gratuità ci è di ostacolo. E allora? Non prendiamo neppure in considerazione l’invito: magari è ancora sulla tua scrivania in attesa, se non altro di un cenno di risposta. Di solito è buona educazione almeno mandare un telegramma qualora fossimo proprio impediti. A proposito: dove lo hai collocato il tuo invito?
Lc 14,15-24
«Beato chi prenderà cibo nel regno di Dio!».
Gesù rispose: «Un uomo diede una grande cena e fece molti inviti. All’ora della cena, mandò il suo servo a dire agli invitati: “Venite, è pronto”. Ma tutti, uno dopo l’altro, cominciarono a scusarsi. Il primo gli disse: “Ho comprato un campo e devo andare a vederlo; ti prego di scusarmi”. Un altro disse: “Ho comprato cinque paia di buoi e vado a provarli; ti prego di scusarmi”. Un altro disse: “Mi sono appena sposato e perciò non posso venire”.
Al suo ritorno il servo riferì tutto questo al suo padrone. Allora il padrone di casa, adirato, disse al servo: “Esci subito per le piazze e per le vie della città e conduci qui i poveri, gli storpi, i ciechi e gli zoppi”.
Il servo disse: “Signore, è stato fatto come hai ordinato, ma c’è ancora posto”. Il padrone allora disse al servo: “Esci per le strade e lungo le siepi e costringili ad entrare, perché la mia casa si riempia. Perché io vi dico: nessuno di quelli che erano stati invitati gusterà la mia cena”».