
Giovedì 29
Dio continua a stare in mezzo a noi con il gesto di tenerezza della chioccia che mette al riparo i suoi piccoli. Fino alla fine, anche quando qualcuno sta di fronte a lui con la bocca famelica della volpe, Dio resta con la mitezza della chioccia che mette in salvo. Ma perché continuiamo a fuggire e a sbarazzarci del dono di Dio? Tutte le volte che ciò accade, la tristezza attraversa il cuore di Dio e si riapre la ferita del rifiuto, della non accoglienza.
Lc 13,31-35
Si avvicinarono a Gesù alcuni farisei a dirgli: «Parti e vattene via di qui, perché Erode ti vuole uccidere».
Egli rispose loro: «Andate a dire a quella volpe: “Ecco, io scaccio demòni e compio guarigioni oggi e domani; e il terzo giorno la mia opera è compiuta. Però è necessario che oggi, domani e il giorno seguente io prosegua nel cammino, perché non è possibile che un profeta muoia fuori di Gerusalemme”.
Gerusalemme, Gerusalemme, tu che uccidi i profeti e lapidi quelli che sono stati mandati a te: quante volte ho voluto raccogliere i tuoi figli, come una chioccia i suoi pulcini sotto le ali, e voi non avete voluto! Ecco, la vostra casa è abbandonata a voi! Vi dico infatti che non mi vedrete, finché verrà il tempo in cui direte: “Benedetto colui che viene nel nome del Signore!”».