
Mercoledì 28
Ciascuno di noi è portato nel suo cuore e nella sua preghiersa: questa è la consapevolezza che deve abitarci nei giorni del nostro andare. Non c’è in noi qualche qualità o attrattiva che determini questa scelta: semplicemente ci ha voluti lui e ci ha scelti. In quel gruppo c’era posto anche per colui che lo tradirà. Ma non c’è nessun determinismo: anche a lui è offerta la possibilità di raccordarsi sui passi del Maestro.
Simone lo zelota e Giuda Taddeo ricordano che è possibile stare alla sequela dell’unico Signore solo quando non si spegne la passione per lui e si è abitati da un cuore grande (come ricorda l’appellativo Taddeo).
Lc 6,12-19
Gesù se ne andò sul monte a pregare e passò tutta la notte pregando Dio. Quando fu giorno, chiamò a sé i suoi discepoli e ne scelse dodici, ai quali diede anche il nome di apostoli: Simone, al quale diede anche il nome di Pietro; Andrea, suo fratello; Giacomo, Giovanni, Filippo, Bartolomeo, Matteo, Tommaso; Giacomo, figlio di Alfeo; Simone, detto Zelota; Giuda, figlio di Giacomo; e Giuda Iscariota, che divenne il traditore. C’era gran folla di suoi discepoli e gran moltitudine di gente da tutta la Giudea, da Gerusalemme e dal litorale di Tiro e di Sidòne, che erano venuti per ascoltarlo ed essere guariti dalle loro malattie; anche quelli che erano tormentati da spiriti impuri venivano guariti. Tutta la folla cercava di toccarlo, perché da lui usciva una forza che guariva tutti.