
Lunedì 19
Siamo soltanto ospiti a tempo. Una verità ovvia se non addirittura banale. Ma rimossa questa verità finiamo per fare esperienza di quella insensatezza individuale e collettiva che è sotto i nostri occhi. Questione d’intelligenza, sembra ripeterci Gesù. Provare a leggere dentro (intus-legere) e così comprendere che il rischio di sentirsi autosufficienti, di non aver più bisogno di nessuno è dietro l’angolo. Rischio tipico di chi finisce di arricchire per sè, dimenticando che i beni sono e restano soltanto un mezzo.
Lc 12,13-21
«Maestro, di’ a mio fratello che divida con me l’eredità». Ma egli rispose: «O uomo, chi mi ha costituito giudice o mediatore sopra di voi?».
E disse loro: «Fate attenzione e tenetevi lontani da ogni cupidigia perché, anche se uno è nell’abbondanza, la sua vita non dipende da ciò che egli possiede».
Poi disse loro una parabola: «La campagna di un uomo ricco aveva dato un raccolto abbondante. Egli ragionava tra sé: “Che farò, poiché non ho dove mettere i miei raccolti? Farò così – disse –: demolirò i miei magazzini e ne costruirò altri più grandi e vi raccoglierò tutto il grano e i miei beni. Poi dirò a me stesso: Anima mia, hai a disposizione molti beni, per molti anni; ripòsati, mangia, bevi e divèrtiti!”. Ma Dio gli disse: “Stolto, questa notte stessa ti sarà richiesta la tua vita. E quello che hai preparato, di chi sarà?”. Così è di chi accumula tesori per sé e non si arricchisce presso Dio».