
Sabato 26
“Ma come è possibile un Dio che muore in croce, un Dio che si lascia vincere dai nemici, un Dio che fa una morte vergognosa, ignominiosa da impiccato? Per questo il cristianesimo non è credibile” (Celso).
Anche gli apostoli hanno conosciuto la stessa fatica a capire non tanto il senso di una espressione quanto il perché della sofferenza del loro Maestro. La piena rivelazione di chi è Dio si realizza proprio nel mistero pasquale. Nella Pasqua colui che è il più bello tra i figli dell’uomo, si offre – proprio nel segno paradossale del suo contrario – come uomo dei dolori, davanti al quale ci si copre la faccia.
Lc 9,43b-45
Mentre tutti erano ammirati di tutte le cose che faceva, Gesù disse ai suoi discepoli: «Mettetevi bene in mente queste parole: il Figlio dell’uomo sta per essere consegnato nelle mani degli uomini».
Essi però non capivano queste parole: restavano per loro così misteriose che non ne coglievano il senso, e avevano timore di interrogarlo su questo argomento.