Riflessioni sul Vangelo di mercoledì 23 settembre
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Riflessioni sul Vangelo di mercoledì 23 settembre

Mercoledì  23

Vangelo consegnato a mani fragili come le nostre: Gesù continua a fidarsi di noi, pazientemente e quasi follemente, mettendo nelle nostre mani quanto ha ricevuto dal Padre, la sua parola, il suo perdono, il fuoco dell’amore, l’apertura di orizzonti di speranza.
Il vangelo consegnato a noi nella normalità della vita e nella trama delle proprie relazioni. La strada e la casa verso le quali il Signore vuole che muoviamo i nostri passi dicono i luoghi dove far correre il vangelo. Il vangelo non nella predica ma dentro le parole della strada, dentro le parole della casa. Entrate nelle case e ascoltate il cuore della gente. Entrate nelle case e osservate i volti. Come a ricordare che a far intravedere orizzonti nuovi non sarà un ragionamento ma la bellezza di un incontro in cui ti senti riconosciuto. Solo se si entra nelle case, si evitano le declamazioni. Quando se ne resta fuori, anche il vangelo diventa accademia, recita.

Lc 9,1-6

Gesù convocò i Dodici e diede loro forza e potere su tutti i demòni e di guarire le malattie. E li mandò ad annunciare il regno di Dio e a guarire gli infermi.
Disse loro: «Non prendete nulla per il viaggio, né bastone, né sacca, né pane, né denaro, e non portatevi due tuniche. In qualunque casa entriate, rimanete là, e di là poi ripartite. Quanto a coloro che non vi accolgono, uscite dalla loro città e scuotete la polvere dai vostri piedi come testimonianza contro di loro».
Allora essi uscirono e giravano di villaggio in villaggio, ovunque annunciando la buona notizia e operando guarigioni.