
Lunedì 21
Colpisce la velocità di ciò che accade. Gesù usa un solo verbo: “Seguimi”. E Matteo non risponde neppure con delle parole, risponde con una decisione. Perché la vera fede non è un ricettacolo di tantissimi ragionamenti e convincimenti ma una sola parola che Gesù pronuncia sulla nostra vita. Quella parola che aspettavamo da anni. Chissà da quanto tempo Matteo aspettava qualcuno che lo tirasse fuori dalla sua situazione, da quella vita che aveva scelto ma che non lo rendeva felice. Chissà a che parte del suo discorso interiore si è collocato quel verbo che lo ha fatto scattare in piedi. Di sicuro rimane come decisivo per noi ricordarci che la prova del nove della nostra fede non la si gioca su quanto abbiamo capito, ma su quanto abbiamo deciso. Senza decisioni anche Gesù che ci rivolge la sua parola è abbastanza inutile. Perché come ci ricorda Sant’Agostino: “Il Dio che ci ha fatti senza di noi, non ci salva senza di noi
Mt 9, 9-13
Gesù, vide un uomo, chiamato Matteo, seduto al banco delle imposte, e gli disse: «Seguimi». Ed egli si alzò e lo seguì.
Mentre sedeva a tavola nella casa, sopraggiunsero molti pubblicani e peccatori e se ne stavano a tavola con Gesù e con i suoi discepoli. Vedendo ciò, i farisei dicevano ai suoi discepoli: «Come mai il vostro maestro mangia insieme ai pubblicani e ai peccatori?».
Udito questo, disse: «Non sono i sani che hanno bisogno del medico, ma i malati. Andate a imparare che cosa vuol dire: "Misericordia io voglio e non sacrifici". Io non sono venuto infatti a chiamare i giusti, ma i peccatori».