Riflessioni sul Vangelo di lunedì 14 settembre
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Riflessioni sul Vangelo di lunedì 14 settembre

Lunedì 14

Senza privilegi: cos ìè il Dio svelato dal segno della croce. Il travisamento di quel segno è mai superato se vogliamo difendere a spada tratta quel simbolo nei luoghi pubblici come distintivo di identità contro qualcuno: lo si trasformerebbe nel suo contrario, in elemento di prevaricazione. Non è certo riempiendo il mondo di croci che una fede è salvaguardata. Quando quel segno, infatti, non dice uno stile di vita, un mondo ricolmo di croci finisce solo per essere grottesco.  Dio ha tanto amato il mondo… che quello che era uno strumento di morte è divenuto albero di vita. La croce narra di un Dio che è disceso dal cielo, segno di un cristianesimo che discende, si immerge, si immedesima, compartecipa. Ogni altro modo di parlare di Dio che non si riconduca al suo discendere fin nell’abisso della morte è semplicemente inautentico.

Gv 3, 13-17

Gesù disse a Nicodèmo:
«Nessuno è mai salito al cielo, se non colui che è disceso dal cielo, il Figlio dell’uomo. E come Mosè innalzò il serpente nel deserto, così bisogna che sia innalzato il Figlio dell’uomo, perché chiunque crede in lui abbia la vita eterna.
Dio infatti ha tanto amato il mondo da dare il Figlio unigenito, perché chiunque crede in lui non vada perduto, ma abbia la vita eterna.
Dio, infatti, non ha mandato il Figlio nel mondo per condannare il mondo, ma perché il mondo sia salvato per mezzo di lui».