Riflessioni sul Vangelo di venerdì 11 settembre
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Riflessioni sul Vangelo di venerdì 11 settembre

Venerdì 11

Quello che viviamo non è ancora il tempo del giudizio (che, qualora l’avessimo dimenticato, non spetta certo a noi) ma quello della misericordia.
Nel cammino della vita, io non precedo nessuno: infatti condivido con ogni uomo la stessa fragilità e il medesimo bisogno di ravvedermi. Nessuno di noi è guida di un altro ma solo compagno di cammino, un cammino che può essere compiuto solo nella fiducia reciproca. Se perdo la memoria del perdono a me concesso infinite mi porrò di fronte al male altrui con durezza e con disprezzo. Durezza e disprezzo, infatti, fanno di noi solo degli affossatori del fratello, non già occasione perché l’altro possa essere sollevato da certi pesi.
È il giusto sguardo su di sé a permettere attenzione e delicatezza verso gli altri.

Lc 6,39-42

In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli una parabola:
«Può forse un cieco guidare un altro cieco? Non cadranno tutti e due in un fosso? Un discepolo non è più del maestro; ma ognuno, che sia ben preparato, sarà come il suo maestro.
Perché guardi la pagliuzza che è nell’occhio del tuo fratello e non ti accorgi della trave che è nel tuo occhio? Come puoi dire al tuo fratello: “Fratello, lascia che tolga la pagliuzza che è nel tuo occhio”, mentre tu stesso non vedi la trave che è nel tuo occhio? Ipocrita! Togli prima la trave dal tuo occhio e allora ci vedrai bene per togliere la pagliuzza dall’occhio del tuo fratello».