
Giovedì 10
Che cosa potrà operare il passaggio dalla cultura dell’ostilità alla cultura dell’ospitalità? Per Gesù la via è una sola: imparare ad amare l’altro per l’altro, senza volerlo cambiare; amarlo anche se poi si sarà ripagati con il rifiuto o con la morte, come è accaduto a lui. Questo amore è debole, povero, perdente, ma fecondo. La via per eliminare l’ostilità è anzitutto il riconoscerla e l’accettarla come presente dentro di me prima ancora che attorno a me. Riconoscere cioè che anch’io più volte sono nemico e nemico amato. Più volte mi è stata già usata misericordia.
Lc 6,27-38
«A voi che ascoltate, io dico: amate i vostri nemici, fate del bene a quelli che vi odiano, benedite coloro che vi maledicono, pregate per coloro che vi trattano male. A chi ti percuote sulla guancia, offri anche l’altra; a chi ti strappa il mantello, non rifiutare neanche la tunica. Da’ a chiunque ti chiede, e a chi prende le cose tue, non chiederle indietro.
E come volete che gli uomini facciano a voi, così anche voi fate a loro. Se amate quelli che vi amano, quale gratitudine vi è dovuta? Anche i peccatori amano quelli che li amano. E se fate del bene a coloro che fanno del bene a voi, quale gratitudine vi è dovuta? Anche i peccatori fanno lo stesso. E se prestate a coloro da cui sperate ricevere, quale gratitudine vi è dovuta? Anche i peccatori concedono prestiti ai peccatori per riceverne altrettanto. Amate invece i vostri nemici, fate del bene e prestate senza sperarne nulla, e la vostra ricompensa sarà grande e sarete figli dell’Altissimo, perché egli è benevolo verso gli ingrati e i malvagi. Siate misericordiosi, come il Padre vostro è misericordioso.
Non giudicate e non sarete giudicati; non condannate e non sarete condannati; perdonate e sarete perdonati. Date e vi sarà dato: una misura buona, pigiata, colma e traboccante vi sarà versata nel grembo, perché con la misura con la quale misurate, sarà misurato a voi in cambio».