
Mercoledì 26
Gesù si scaglia aspramente contro quegli atteggiamenti di facciata che finiscono per nascondere una povertà né riconosciuta né accolta e per questo non trasformata. Il bianco che vorrebbe alludere a una esperienza di candore, in realtà, ha molto più a che fare con l’esperienza della morte che con quella della pulizia. È un bianco che vorrebbe far credere che tutto è in ordine e vitale, ma è solo una inutile copertura. L’eccessiva cura dell’immagine è direttamente proporzionale alla morte che portiamo nel cuore. Tuttavia, se è possibile trarre in inganno gli uomini, non così Dio, il quale non guarda l’apparenza ma il cuore.
Mt 23,27-32
«Guai a voi, scribi e farisei ipocriti, che assomigliate a sepolcri imbiancati: all’esterno appaiono belli, ma dentro sono pieni di ossa di morti e di ogni marciume. Così anche voi: all’esterno apparite giusti davanti alla gente, ma dentro siete pieni di ipocrisia e di iniquità.
Guai a voi, scribi e farisei ipocriti, che costruite le tombe dei profeti e adornate i sepolcri dei giusti, e dite: “Se fossimo vissuti al tempo dei nostri padri, non saremmo stati loro complici nel versare il sangue dei profeti”. Così testimoniate, contro voi stessi, di essere figli di chi uccise i profeti. Ebbene, voi colmate la misura dei vostri padri».