Riflessioni sul Vangelo di  martedì 18 agosto
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Riflessioni sul Vangelo di martedì 18 agosto

Martedì 18

Certo che avevano lasciato casa, famiglia, villaggio, amici, mestiere, ma soprattutto avevano messo in discussione idee, progetti, usi, abitudini. Da pescatori si erano ritrovati itineranti; loro che erano esperti del mare si erano ritrovati discepoli; la loro era una vita fatta di piccole certezze e ora, invece, neppure una. Tutto all’insegna del provvisorio. Avevano davvero lasciato tutto! Quanto grande doveva essere la ricompensa!
Pietro, tuttavia, è ancora chiuso in una logica contrattualistica: nessuno fa niente per niente. A Pietro che chiede cosa potrà ricevere in cambio, Gesù spiega il valore e la fecondità di quella sua scelta.
Se è vero che si lascia è altrettanto vero che si ritrova tutto. Certo, nessuna parcella immediata per il lavoro svolto: qui siamo oltre le categorie di premio/ricompensa. Qui la prospettiva ha l’orizzonte dell’eternità.


Mt 19,23-30

«In verità io vi dico: difficilmente un ricco entrerà nel regno dei cieli. Ve lo ripeto: è più facile che un cammello passi per la cruna di un ago, che un ricco entri nel regno di Dio». A queste parole i discepoli rimasero molto stupiti e dicevano: «Allora, chi può essere salvato?». Gesù li guardò e disse: «Questo è impossibile agli uomini, ma a Dio tutto è possibile».
Allora Pietro gli rispose: «Ecco, noi abbiamo lasciato tutto e ti abbiamo seguito; che cosa dunque ne avremo?». E Gesù disse loro: «In verità io vi dico: voi che mi avete seguito, quando il Figlio dell’uomo sarà seduto sul trono della sua gloria, alla rigenerazione del mondo, siederete anche voi su dodici troni a giudicare le dodici tribù d’Israele. Chiunque avrà lasciato case, o fratelli, o sorelle, o padre, o madre, o figli, o campi per il mio nome, riceverà cento volte tanto e avrà in eredità la vita eterna. Molti dei primi saranno ultimi e molti degli ultimi saranno primi».