
Lunedì 17
Che cosa non ha funzionato? Perché quella tristezza prima ancora che sul volto nel suo cuore? Cosa avevano di tanto strano le parole di Gesù da fargli compiere a ritroso un viaggio intrapreso con tanto entusiasmo?
Quell’uomo stava nella vita da praticante ma non da credente. Quel tale chiedeva qualcosa di più, qualcosa da aggiungere al suo curriculum già abbondantemente farcito. E invece Gesù gli chiede qualcosa d’altro che destabilizza le sue convinzioni di bravo osservante.
A salvarlo non sarà l’ennesima obbedienza ad una norma.
A salvarlo non sarà l’ulteriore opera compiuta ma un volto riconosciuto e accolto.
Tu sei ciò che di te riesci a condividere, non ciò che finalmente riesci ad accumulare. Tu sei comunione di volti da te beneficati: questo è il senso della vita. Non basta la fedeltà a dei doveri religiosi: è necessario un coinvolgimento personale nella vicenda di Gesù: seguimi.
Mt 19,16-22
«Maestro, che cosa devo fare di buono per avere la vita eterna?». Gli rispose: «Perché mi interroghi su ciò che è buono? Buono è uno solo. Se vuoi entrare nella vita, osserva i comandamenti». Gli chiese: «Quali?».
Gesù rispose: «Non ucciderai, non commetterai adulterio, non ruberai, non testimonierai il falso, onora il padre e la madre e amerai il prossimo tuo come te stesso». Il giovane gli disse: «Tutte queste cose le ho osservate; che altro mi manca?».
Gli disse Gesù: «Se vuoi essere perfetto, va’, vendi quello che possiedi, dallo ai poveri e avrai un tesoro nel cielo; e vieni! Seguimi!».
Udita questa parola, il giovane se ne andò, triste; possedeva infatti molte ricchezze.