Riflessioni sul Vangelo di  giovedì 13 agosto
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Riflessioni sul Vangelo di giovedì 13 agosto

Giovedì 13

Questo è un vangelo da Dio, non da uomini. Così fa Dio. Ma così è chiamato a fare anche l’uomo. Sta qui il senso della vita cristiana: nell’esercizio concreto di un perdono che diventa l’annuncio più vero della paternità-maternità di Dio. Come fa Dio a perdonare? Dio ha un punto debole: il commuoversi delle viscere. Al discepolo pervenuto alla consapevolezza di essere debitore impossibilitato a saldare, non resta che ripetere le parole di Gesù: “rimetti a noi i nostri debiti”. È questa invocazione che di nuovo, ogni giorno, ha in sé la forza di attivare la compassione di un Dio il cui è nome è da sempre viscere di misericordia. Si chiama così il nostro Dio. Non vi è tipo di peccato o numeri di peccati che non possa essere perdonato a chi con tutto se stesso invoca: “Signore, abbi pietà di me”.

Mt 18,21-19,1

Pietro si avvicinò a Gesù e gli disse: «Signore, se il mio fratello commette colpe contro di me, quante volte dovrò perdonargli? Fino a sette volte?».
E Gesù gli rispose: «Non ti dico fino a sette volte, ma fino a settanta volte sette.
Per questo, il regno dei cieli è simile a un re che volle regolare i conti con i suoi servi. Aveva cominciato a regolare i conti, quando gli fu presentato un tale che gli doveva diecimila talenti. Poiché costui non era in grado di restituire, il padrone ordinò che fosse venduto lui con la moglie, i figli e quanto possedeva, e così saldasse il debito. Allora il servo, prostrato a terra, lo supplicava dicendo: “Abbi pazienza con me e ti restituirò ogni cosa”. Il padrone ebbe compassione di quel servo, lo lasciò andare e gli condonò il debito.
Appena uscito, quel servo trovò uno dei suoi compagni, che gli doveva cento denari. Lo prese per il collo e lo soffocava, dicendo: “Restituisci quello che devi!”. Il suo compagno, prostrato a terra, lo pregava dicendo: “Abbi pazienza con me e ti restituirò”. Ma egli non volle, andò e lo fece gettare in prigione, fino a che non avesse pagato il debito.
Visto quello che accadeva, i suoi compagni furono molto dispiaciuti e andarono a riferire al loro padrone tutto l’accaduto. Allora il padrone fece chiamare quell’uomo e gli disse: “Servo malvagio, io ti ho condonato tutto quel debito perché tu mi hai pregato. Non dovevi anche tu aver pietà del tuo compagno, così come io ho avuto pietà di te?”. Sdegnato, il padrone lo diede in mano agli aguzzini, finché non avesse restituito tutto il dovuto.
Così anche il Padre mio celeste farà con voi se non perdonerete di cuore, ciascuno al proprio fratello».
Terminati questi discorsi, Gesù lasciò la Galilea e andò nella regione della Giudea, al di là del Giordano.