
Venerdì 24
Una serie di figure femminili costella il cammino della Chiesa in questi giorni di fine luglio. Oggi è la volta di Brigida di Svezia, donna che ha conosciuto l’esperienza dell’essere sposa, madre, vedova non con l’atteggiamento di chi deve spremere la vita in ogni suo momento ma facendo sì che ogni circostanza divenisse occasione per consegnare tutta se stessa. Una vita per Dio, quella di Brigida, capace di superare tutto ciò che potesse rientrare nella categoria dell’abitudine.
Gv 15,1-8
«Io sono la vite vera e il Padre mio è l’agricoltore. Ogni tralcio che in me non porta frutto, lo taglia, e ogni tralcio che porta frutto, lo pota perché porti più frutto. Voi siete già puri, a causa della parola che vi ho annunciato.
Rimanete in me e io in voi. Come il tralcio non può portare frutto da se stesso se non rimane nella vite, così neanche voi se non rimanete in me. Io sono la vite, voi i tralci. Chi rimane in me, e io in lui, porta molto frutto, perché senza di me non potete far nulla. Chi non rimane in me viene gettato via come il tralcio e secca; poi lo raccolgono, lo gettano nel fuoco e lo bruciano.
Se rimanete in me e le mie parole rimangono in voi, chiedete quello che volete e vi sarà fatto. In questo è glorificato il Padre mio: che portiate molto frutto e diventiate miei discepoli».