
Mercoledì 22
Le parole polemiche di Gesù che ascoltiamo nel giorno anniversario della dedicazione della nostra cattedrale, intendono risvegliare le coscienze, dare verità alla parola antica e alimentare una consolazione più persuasiva del vendere e del comprare: una casa di preghiera è la casa dove il desiderio può dilatarsi fino a sperare il Regno di Dio, la casa dove gli afflitti della terra possono sperare una consolazione che non sia precaria illusione, dove ciascuno può sentirsi al suo posto e assumere la sua missione. Per questo festeggiamo la vocazione di questa casa di preghiera,cuore della diocesi, perché sia un luogo dove sperimentare, con qualche segno, che Dio è presente e asciuga ogni lacrima dagli occhi.
Gv 2, 13-22
Si avvicinava la Pasqua dei Giudei e Gesù salì a Gerusalemme. Trovò nel tempio gente che vendeva buoi, pecore e colombe e, là seduti, i cambiamonete. Allora fece una frusta di cordicelle e scacciò tutti fuori del tempio, con le pecore e i buoi; gettò a terra il denaro dei cambiamonete e ne rovesciò i banchi, e ai venditori di colombe disse: «Portate via di qui queste cose e non fate della casa del Padre mio un mercato!». I suoi discepoli si ricordarono che sta scritto: «Lo zelo per la tua Casa Mi divorerà». Allora i Giudei presero la parola e Gli dissero: «Quale segno ci mostri per fare queste cose?». Rispose loro Gesù: «Distruggete questo Tempio e in tre giorni Lo farò risorgere». Gli dissero allora i Giudei: «Questo tempio è stato costruito in quarantasei anni e Tu in tre giorni lo farai risorgere?». Ma Egli parlava del Tempio del suo Corpo. Quando poi fu risuscitato dai morti, i suoi discepoli si ricordarono che aveva detto questo, e credettero alla Scrittura e alla Parola detta da Gesù.