
Venerdì 17
È facile ridurre l’esistere a criteri come permesso/proibito. Molto più difficile discernere ciò che è necessario compiere in una determinata circostanza senza restare irretiti nelle maglie asfittiche di una norma che mette a repentaglio lo stesso esistere perché osservata come fine a se stessa.
È facile stare nella vita commentando, osservando, usando addirittura la nostra fede e la stessa Parola di Dio per sostenere le nostre critiche e una visione angusta e legalista della realtà.
Mt 12,1-8
Gesù passò, in giorno di sabato, fra campi di grano e i suoi discepoli ebbero fame e cominciarono a cogliere delle spighe e a mangiarle.
Vedendo ciò, i farisei gli dissero: «Ecco, i tuoi discepoli stanno facendo quello che non è lecito fare di sabato».
Ma egli rispose loro: «Non avete letto quello che fece Davide, quando lui e i suoi compagni ebbero fame? Egli entrò nella casa di Dio e mangiarono i pani dell’offerta, che né a lui né ai suoi compagni era lecito mangiare, ma solo ai sacerdoti. O non avete letto nella Legge che nei giorni di sabato i sacerdoti nel tempio vìolano il sabato e tuttavia sono senza colpa? Ora io vi dico che qui vi è uno più grande del tempio. Se aveste compreso che cosa significhi: “Misericordia io voglio e non sacrifici”, non avreste condannato persone senza colpa. Perché il Figlio dell’uomo è signore del sabato».