
Mercoledì 8
“Strada facendo…”: perchè il vangelo si annuncia non dall’alto di una cattedra quasi fosse un insegnamento ma nella condivisione di un cammino che sa di polvere calpestata e di mete condivise, sa di fatiche sostenute nell’affrontare un viaggio, sa di ostacoli affrontati, sa di possibili deviazioni lungo il percorso. Non la cattedra, dunque, ma la strada, non lo sguardo dall’alto in basso, ma l’umile affiancarsi nei percorsi che l’uomo di ogni tempo intraprende.
La chiamata profuma già di missione. Gesù ha costituito i dodici perché vadano. L’andare dei discepoli è segno e simbolo di un Dio cercatore dell’uomo così com’è. Una Chiesa che va.
Mt 10,1-7
Chiamati a sé i suoi dodici discepoli, Gesù diede loro potere sugli spiriti impuri per scacciarli e guarire ogni malattia e ogni infermità.
I nomi dei dodici apostoli sono: primo, Simone, chiamato Pietro, e Andrea suo fratello; Giacomo, figlio di Zebedèo, e Giovanni suo fratello; Filippo e Bartolomeo; Tommaso e Matteo il pubblicano; Giacomo, figlio di Alfeo, e Taddeo; Simone il Cananeo e Giuda l’Iscariota, colui che poi lo tradì.
Questi sono i Dodici che Gesù inviò, ordinando loro: «Non andate fra i pagani e non entrate nelle città dei Samaritani; rivolgetevi piuttosto alle pecore perdute della casa d’Israele. Strada facendo, predicate, dicendo che il regno dei cieli è vicino».