Riflessioni sul Vangelo di martedì 7 luglio
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Riflessioni sul Vangelo di martedì 7 luglio

Martedì 7

La messe è molta… La messe richiama il raccolto, non la semina: c’è una umanità, sembra dire Gesù, che attende con impazienza uomini e donne capaci di cogliere le sue istanze più vere. Là dove saremmo portati a vedere solo impossibilità e incapacità ci sono già i segni del nuovo. Occhio ai germogli, dunque.. La messe indica qualcosa che c’è già e che va riconosciuto. Come guardo questo mio mondo, questa mia vita? Sono capace di riconoscere i germogli teneri, fragili, forse, che nondimeno già annunziano il nuovo che anela a nascere? A noi tentati di guardare la realtà dal punto di vista di ciò che manca, Gesù consegna l’invito a farci esploratori di quella ricerca del bene che attraversa le pieghe della storia.

Mt 9,32-38

Presentarono a Gesù un muto indemoniato. E dopo che il demonio fu scacciato, quel muto cominciò a parlare. E le folle, prese da stupore, dicevano: «Non si è mai vista una cosa simile in Israele!». Ma i farisei dicevano: «Egli scaccia i demòni per opera del principe dei demòni». Gesù percorreva tutte le città e i villaggi, insegnando nelle loro sinagoghe, annunciando il vangelo del Regno e guarendo ogni malattia e ogni infermità. Vedendo le folle, ne sentì compassione, perché erano stanche e sfinite come pecore che non hanno pastore. Allora disse ai suoi discepoli: «La messe è abbondante, ma sono pochi gli operai! Pregate dunque il signore della messe, perché mandi operai nella sua messe!».