Riflessioni sul Vangelo di sabato 4 luglio
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Riflessioni sul Vangelo di sabato 4 luglio

Sabato 4

Con Tommaso e come Tommaso ho anch’io bisogno di certezze, di non iniziare nulla senza essere sicuro di farcela. Per questo la paura assume presto i tratti della sfiducia, della mancanza di iniziativa, dell’incapacità ad affidarsi a un Dio che sfugge alla presa perché non riesco a capirlo fino in fondo..
“Venne Gesù, stette in mezzo”. Lui fa così. Si fa presente proprio in mezzo alle nostre paure perché ha l’abitudine di prendere carne non in situazioni create ad hoc ma in quelle segnate dai nostri tentennamenti. Con Tommaso e come Tommaso ho bisogno di non accontentarmi dell’esperienza altrui. Ho bisogno di non accontentarmi di affetti di seconda mano. Ho bisogno di non accontentarmi della fede che ho ricevuto: credenti non si nasce, si diventa.

Gv 20,24-29

Tommaso, uno dei Dodici, chiamato Dìdimo, non era con loro quando venne Gesù. Gli dicevano gli altri discepoli: «Abbiamo visto il Signore!». Ma egli disse loro: «Se non vedo nelle sue mani il segno dei chiodi e non metto il mio dito nel segno dei chiodi e non metto la mia mano nel suo fianco, io non credo».
Otto giorni dopo i discepoli erano di nuovo in casa e c’era con loro anche Tommaso. Venne Gesù, a porte chiuse, stette in mezzo e disse: «Pace a voi!». Poi disse a Tommaso: «Metti qui il tuo dito e guarda le mie mani; tendi la tua mano e mettila nel mio fianco; e non essere incredulo, ma credente!». Gli rispose Tommaso: «Mio Signore e mio Dio!». Gesù gli disse: «Perché mi hai veduto, tu hai creduto; beati quelli che non hanno visto e hanno creduto!».