
Domenica 28
Amare padre e madre più di lui significa rimanere incatenati alla propria storia, al proprio passato, alle proprie origini. Preoccuparsi di quello che è successo, delle occasioni perdute, degli errori fatti, non permette di entrare nella logica di Gesù che è basata sul tempo presente come luogo della salvezza. Significa non darsi la possibilità di respirare un orizzonte più ampio. Significa stabilire un legame di causa effetto che incatena a un copione già visto. Rimanere legati al passato preclude la possibilità di un nuovo inizio.
Mt 10, 37-42
"Chi ama il padre o la madre più di me non è degno di me; chi ama il figlio o la figlia più di me non è degno di me; chi non prende la sua croce e non mi segue, non è degno di me.
Chi avrà trovato la sua vita, la perderà: e chi avrà perduto la sua vita per causa mia, la troverà. Chi accoglie voi accoglie me, e chi accoglie me accoglie colui che mi ha mandato.
Chi accoglie un profeta come profeta, avrà la ricompensa del profeta, e chi accoglie un giusto come giusto, avrà la ricompensa del giusto. E chi avrà dato anche solo un bicchiere di acqua fresca a uno di questi piccoli, perché è mio discepolo, in verità io vi dico: non perderà la sua ricompensa".