
Martedì 23
“cani” era il termine usato per definire i pagani, i cananei in particolare. Con questi toni forti Gesù ci chiama oggi a riflettere sul nostro modo di annunciare. Anche l’annuncio ha bisogno di discernimento e ci chiede di interrogarci sull’opportunità concreta di colmare quello spazio che ci separa dall’altro oppure di rimandare quel momento, anche di desistere se necessario. Tutto ciò è cosa ben diversa dal chiudersi all’altro, significa piuttosto non buttargli addosso la nostra gioia e la sua fonte, ma fargli più spazio per il futuro e accompagnarlo sapientemente nella ricerca della sua gioia.
Mt 7, 6. 12-14
«Non date le cose sante ai cani e non gettate le vostre perle davanti ai porci, perché non le calpestino con le loro zampe e poi si voltino per sbranarvi.
Tutto quanto volete che gli uomini facciano a voi, anche voi fatelo a loro: questa infatti è la Legge e i Profeti.
Entrate per la porta stretta, perché larga è la porta e spaziosa la via che conduce alla perdizione, e molti sono quelli che vi entrano. Quanto stretta è la porta e angusta la via che conduce alla vita, e pochi sono quelli che la trovano!».