Riflessioni sul Vangelo di giovedì 18 giugno
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Riflessioni sul Vangelo di giovedì 18 giugno

Giovedì 18

Lo specifico della vita cristiana è una preghiera e non anzitutto una dottrina. Pregare è vivere secondo il vangelo. La lieta notizia per noi è che la preghiera è relazione. Il Vangelo non si riassume in una verità, anzitutto, ma in una relazione. Questa lieta notizia risuona ancora una volta in una cultura come la nostra che ha perso la fiducia ed è non poche volte caratterizzata da relazioni arrabbiate. A questa nostra cultura è consegnato un volto, quello del Padre. A lui puoi rivolgerti proprio come farebbe un bambino con suo padre, con fiducia, osando. ‘Abbà’ è la parola chiave del Vangelo.

Mt 6,7-15
«Pregando, non sprecate parole come i pagani: essi credono di venire ascoltati a forza di parole. Non siate dunque come loro, perché il Padre vostro sa di quali cose avete bisogno prima ancora che gliele chiediate.
Voi dunque pregate così:


Padre nostro che sei nei cieli,
sia santificato il tuo nome,
venga il tuo regno,
sia fatta la tua volontà,
come in cielo così in terra.
Dacci oggi il nostro pane quotidiano,
e rimetti a noi i nostri debiti
come anche noi li rimettiamo ai nostri debitori,
e non abbandonarci alla tentazione,
ma liberaci dal male.
Se voi infatti perdonerete agli altri le loro colpe, il Padre vostro che è nei cieli perdonerà anche a voi; ma se voi non perdonerete agli altri, neppure il Padre vostro perdonerà le vostre colpe».