
Martedì 26
Certo, avevano lasciato casa, famiglia, villaggio, amici, mestiere, ma soprattutto avevano messo in discussione idee, progetti, usi, abitudini. Da pescatori si erano ritrovati itineranti; loro che erano esperti del mare si erano ritrovati discepoli; la loro era una vita fatta di piccole certezze e ora, invece, neppure una. Tutto all’insegna del provvisorio. Avevano davvero lasciato tutto! Quanto grande doveva essere la ricompensa! Pietro, tuttavia, è ancora chiuso in una logica contrattualistica: nessuno fa niente per niente.
Ma chiede a Pietro e agli altri un cambio di prospettiva:
da una logica contrattuale a una scelta di fede e di amore;
dall’avere dei beni all’essere della persona;
dalla ricerca di qualcosa per sé al vivere in comunione con lui.
Seguire lui è vita, non rinuncia.
Mc 10,28-31
Pietro prese a dire a Gesù: «Ecco, noi abbiamo lasciato tutto e ti abbiamo seguito».
Gesù gli rispose: «In verità io vi dico: non c’è nessuno che abbia lasciato casa o fratelli o sorelle o madre o padre o figli o campi per causa mia e per causa del Vangelo, che non riceva già ora, in questo tempo, cento volte tanto in case e fratelli e sorelle e madri e figli e campi, insieme a persecuzioni, e la vita eterna nel tempo che verrà. Molti dei primi saranno ultimi e gli ultimi saranno primi».