Riflessioni sul Vangelo di martedì 26 maggio
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Riflessioni sul Vangelo di martedì 26 maggio

Martedì 26

Certo, avevano lasciato casa, famiglia, villaggio, amici, mestiere, ma soprattutto avevano messo in discussione idee, progetti, usi, abitudini. Da pescatori si erano ritrovati itineranti; loro che erano esperti del mare si erano ritrovati discepoli; la loro era una vita fatta di piccole certezze e ora, invece, neppure una. Tutto all’insegna del provvisorio. Avevano davvero lasciato tutto! Quanto grande doveva essere la ricompensa! Pietro, tuttavia, è ancora chiuso in una logica contrattualistica: nessuno fa niente per niente.

Ma chiede a Pietro e agli altri un cambio di prospettiva:

da una logica contrattuale a una scelta di fede e di amore;
dall’avere dei beni all’essere della persona;
dalla ricerca di qualcosa per sé al vivere in comunione con lui.
Seguire lui è vita, non rinuncia.

Mc 10,28-31
 
Pietro prese a dire a Gesù: «Ecco, noi abbiamo lasciato tutto e ti abbiamo seguito».
Gesù gli rispose: «In verità io vi dico: non c’è nessuno che abbia lasciato casa o fratelli o sorelle o madre o padre o figli o campi per causa mia e per causa del Vangelo, che non riceva già ora, in questo tempo, cento volte tanto in case e fratelli e sorelle e madri e figli e campi, insieme a persecuzioni, e la vita eterna nel tempo che verrà. Molti dei primi saranno ultimi e gli ultimi saranno primi».