
Sabato 23
Tu seguimi…
Ancora una volta, fino alla fine, non c’è altro invito da parte del Signore se non quello di provare a mettere i nostri passi sulle sue orme. Il tempo pasquale si chiude con questa consegna: prova a scrivere la tua vita con l’alfabeto del vangelo. Tu seguimi… La tua vita non è altro se non una pagina bianca sulla quale sei chiamato a scrivere: sta a te, però, scegliere il tipo di inchiostro e la lingua secondo la quale vuoi che quella pagina sia vergata. Un inchiostro non vale l’altro, lo sappiamo. Ce n’è uno indelebile, capace di incidere fino in fondo e di non subire il logorio del tempo che passa: è l’inchiostro della fedeltà che scrive i caratteri della lingua dell’amore.
Gv 21,20-25
Pietro si voltò e vide che li seguiva quel discepolo che Gesù amava, colui che nella cena si era chinato sul suo petto e gli aveva domandato: «Signore, chi è che ti tradisce?». Pietro dunque, come lo vide, disse a Gesù: «Signore, che cosa sarà di lui?». Gesù gli rispose: «Se voglio che egli rimanga finché io venga, a te che importa? Tu seguimi». Si diffuse perciò tra i fratelli la voce che quel discepolo non sarebbe morto. Gesù però non gli aveva detto che non sarebbe morto, ma: «Se voglio che egli rimanga finché io venga, a te che importa?».
Questi è il discepolo che testimonia queste cose e le ha scritte, e noi sappiamo che la sua testimonianza è vera. Vi sono ancora molte altre cose compiute da Gesù che, se fossero scritte una per una, penso che il mondo stesso non basterebbe a contenere i libri che si dovrebbero scrivere.