
Venerdì 22
Ritroviamo la domanda cardine della vita cristiana: Simone di Giovanni, mi ami tu più di costoro? L’esperienza cristiana è tutta in questa domanda: la domanda di uno che mi chiama per nome e fa appello alla mia disponibilità a coinvolgermi non solo personalmente ma affettivamente con lui. Mi chiama con il nome della mia vulnerabilità – Simone di Giovanni – non con il nome della mia funzione – Pietro.
In riva al lago, nell’intimità del pasto consumato insieme, Gesù risorto cerca l’uomo Pietro – Simone di Giovanni – per guarire alla radice, una domanda dopo l’altra, il suo tradimento nelle ore della Passione.
Gv 21,15-19
«Simone, figlio di Giovanni, mi ami più di costoro?». Gli rispose: «Certo, Signore, tu lo sai che ti voglio bene». Gli disse: «Pasci i miei agnelli». Gli disse di nuovo, per la seconda volta: «Simone, figlio di Giovanni, mi ami?». Gli rispose: «Certo, Signore, tu lo sai che ti voglio bene». Gli disse: «Pascola le mie pecore». Gli disse per la terza volta: «Simone, figlio di Giovanni, mi vuoi bene?». Pietro rimase addolorato che per la terza volta gli domandasse “Mi vuoi bene?”, e gli disse: «Signore, tu conosci tutto; tu sai che ti voglio bene». Gli rispose Gesù: «Pasci le mie pecore. In verità, in verità io ti dico: quando eri più giovane ti vestivi da solo e andavi dove volevi; ma quando sarai vecchio tenderai le tue mani, e un altro ti vestirà e ti porterà dove tu non vuoi».
Questo disse per indicare con quale morte egli avrebbe glorificato Dio. E, detto questo, aggiunse: «Seguimi».