
Mercoledì 20
Entriamo a contatto con i sentimenti del cuore di Cristo. Abbiamo bisogno di sentir risuonare dentro di noi la voce del Signore. Mentre le tenebre stanno per abbattersi fitte su di lui, il cuore del Figlio di Dio non è preoccupato per l’incolumità della propria esistenza ma per quella di coloro i quali gli erano stati affidati dal Padre stesso. Si sa, si custodisce ciò che si ritiene essere un bene prezioso. Quante cose, infatti, lasciamo perdere perché irrilevanti a nostro giudizio! A quante ci leghiamo impropriamente. Non così il Figlio di Dio: nulla e nessuno di irrilevante non solo ai suoi occhi ma nel suo cuore. Nessuno alle strette in quel cuore. Fino alla fine.
Gv 17, 11b-19
[Gesù, alzàti gli occhi al cielo, pregò dicendo:]«Padre santo, custodiscili nel tuo nome, quello che mi hai dato, perché siano una sola cosa, come noi. Quand’ero con loro, io li custodivo nel tuo nome, quello che mi hai dato, e li ho conservati, e nessuno di loro è andato perduto, tranne il figlio della perdizione, perché si compisse la Scrittura. Ma ora io vengo a te e dico questo mentre sono nel mondo, perché abbiano in se stessi la pienezza della mia gioia. Io ho dato loro la tua parola e il mondo li ha odiati, perché essi non sono del mondo, come io non sono del mondo. Non prego che tu li tolga dal mondo, ma che tu li custodisca dal Maligno. Essi non sono del mondo, come io non sono del mondo. Consacrali nella verità. La tua parola è verità. Come tu hai mandato me nel mondo, anche io ho mandato loro nel mondo; per loro io consacro me stesso, perché siano anch’essi consacrati nella verità».