
Sabato 16
Gesù indica il luogo verso il quale egli si incammina precedendo ciascuno di noi: il Padre. I nostri non sono i passi del vagabondo bensì quelli del pellegrino. La nostra meta è l’incontro con il Padre che Gesù, l’Unigenito Figlio di Dio, ci ha narrato mentre camminava sulle nostre strade anzi, facendosi egli stesso strada per noi.
Dio stesso mi ama: è questa la certezza che accompagna i passi del mio vagare.
Dio stesso mi ama: nulla di sé ha trattenuto per sé.
Dio stesso mi ama: la mia vita è preziosa ai suoi occhi.
Dio stesso mi ama: niente e nessuno potrà separarmi da questo amore.
Dio stesso mi ama: io non corrispondo al male che posso aver compiuto ma al bene ancora possibile.
Dio stesso mi ama: quando io ero “nessuno” Dio mi ha raccolto e quando addirittura ero “nulla” Dio mi ha creato.
Gv 16,23b-28
«In verità, in verità io vi dico: se chiederete qualche cosa al Padre nel mio nome, egli ve la darà. Finora non avete chiesto nulla nel mio nome. Chiedete e otterrete, perché la vostra gioia sia piena. Queste cose ve le ho dette in modo velato, ma viene l’ora in cui non vi parlerò più in modo velato e apertamente vi parlerò del Padre. In quel giorno chiederete nel mio nome e non vi dico che pregherò il Padre per voi: il Padre stesso infatti vi ama, perché voi avete amato me e avete creduto che io sono uscito da Dio. Sono uscito dal Padre e sono venuto nel mondo; ora lascio di nuovo il mondo e vado al Padre».