Riflessioni sul Vangelo di mercoledì 13 maggio
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Riflessioni sul Vangelo di mercoledì 13 maggio

Mercoledì 13

Quegli uomini avevano condiviso tanto, tutto di lui, eppure ancora non erano in grado di manifestare fino in fondo la loro appartenenza a lui nonostante più volte avessero professato la loro disponibilità persino a morire per lui. Sapeva che non avrebbero retto il confronto con gli eventi drammatici che di lì a poco si sarebbero scatenati sulla sua persona e sulla sua opera. Sarebbe stato necessario un dono dall’alto, una forza senza la quale nulla è nell’uomo, quella dello Spirito, il solo che avrebbe consentito di leggere quel modo di procedere delle cose, non già come la fine del tutto ma come un passaggio necessario per poter accedere alla vita stessa di Dio.

Gv16,12-15

«Molte cose ho ancora da dirvi, ma per il momento non siete capaci di portarne il peso. Quando verrà lui, lo Spirito della verità, vi guiderà a tutta la verità, perché non parlerà da se stesso, ma dirà tutto ciò che avrà udito e vi annuncerà le cose future.
Egli mi glorificherà, perché prenderà da quel che è mio e ve lo annuncerà. Tutto quello che il Padre possiede è mio; per questo ho detto che prenderà da quel che è mio e ve lo annuncerà».