
Martedì 12
Tante volte sembra che Dio dorma. “Perché dormi, Signore? Non t’importa che moriamo?”. E invece vegliava. Sembrava dormire nella notte del nulla prima della creazione. E invece vegliava. E l’uomo vide la luce. Sembrava dormire quando Abramo fu chiamato a sacrificare il proprio figlio. E invece vegliava. E Abramo riebbe il figlio. Sembrava dormire quando gli egiziani stavano per raggiungere gli ebrei nelle acque del Mar Rosso. E invece vegliava. E gli ebrei ritrovarono la loro libertà. Sembrava dormire Dio quando Gesù moriva sulla croce gridando: “Dio mio, Dio mio, perché mi hai abbandonato?”. E invece vegliava: e dopo tre giorni il Figlio è risorto.
Gv 16,5-11
«Ora vado da colui che mi ha mandato e nessuno di voi mi domanda: “Dove vai?”. Anzi, perché vi ho detto questo, la tristezza ha riempito il vostro cuore. Ma io vi dico la verità: è bene per voi che io me ne vada, perché, se non me ne vado, non verrà a voi il Paràclito; se invece me ne vado, lo manderò a voi. E quando sarà venuto, dimostrerà la colpa del mondo riguardo al peccato, alla giustizia e al giudizio. Riguardo al peccato, perché non credono in me; riguardo alla giustizia, perché vado al Padre e non mi vedrete più; riguardo al giudizio, perché il principe di questo mondo è già condannato».