Riflessioni sul Vangelo di sabato 9 maggio
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Riflessioni sul Vangelo di sabato 9 maggio

Sabato  9

La vita cristiana nasce e si invera a partire da una certezza: che niente e nessuno potrà mai separarci dall’amore con cui Dio ci ha amato in Cristo. Perché il cristiano ingaggia questa lotta strenua? A motivo della sua appartenenza a Cristo che egli non vuole rinnegare anche a costo di morire. Con quella lotta egli testimonia ancora che l’uomo è più grande di tutti i poteri di questo mondo: egli si inginocchierà solo davanti al Signore. Il cristiano diventa così testimone del fatto che solo Gesù Cristo è il Signore e che l’uomo ha una dignità che è sovrana. Io da che parte sto? Quanto il bene dell’altro mi sta a cuore?
In tanti, ancora oggi, non si vergognano di proclamarsi discepoli di Gesù perché sanno che nulla deve essere anteposto alla fedeltà al loro Maestro. In un contesto in cui si fa un gran parlare di tolleranza sembra fuori luogo ricordare figure di martiri che con la loro morte hanno attestato la verità in cui credevano.

Gv 15,18-21

«Se il mondo vi odia, sappiate che prima di voi ha odiato me. Se foste del mondo, il mondo amerebbe ciò che è suo; poiché invece non siete del mondo, ma vi ho scelti io dal mondo, per questo il mondo vi odia.
Ricordatevi della parola che io vi ho detto: “Un servo non è più grande del suo padrone”. Se hanno perseguitato me, perseguiteranno anche voi; se hanno osservato la mia parola, osserveranno anche la vostra. Ma faranno a voi tutto questo a causa del mio nome, perché non conoscono colui che mi ha mandato».