
Sabato 25
Il giorno dell’Ascensione, proprio mentre fisicamente si allontanava da loro, Gesù prometteva ai discepoli: “Questi saranno i segni che accompagneranno quelli che credono”. La trovo una sottolineatura non da poco. Chi crede è in grado di scacciare demoni non già per un esorcismo, anzitutto, quanto per la capacità di riconoscere ciò che impedisce all’uomo di essere se stesso. Chi crede è capace di un linguaggio nuovo, il linguaggio di chi tiene fede alla parola data senza mai ricorrere alla menzogna. Chi crede può prendere in mano serpenti e, per aver riposto la sua fiducia in Dio, la sua preoccupazione è quella soltanto di compiere il bene pur in situazioni che dovessero contestarlo. Chi crede, sa di poter andare dappertutto, fino ai confini del pensabile, ponendo segni che raccontano la grande lotta che è sempre di nuovo da ingaggiare contro il male dell’indifferenza.
Mc 16,15-20
In quel tempo, [Gesù apparve agli Undici] e disse loro: «Andate in tutto il mondo e proclamate il Vangelo a ogni creatura. Chi crederà e sarà battezzato sarà salvato, ma chi non crederà sarà condannato. Questi saranno i segni che accompagneranno quelli che credono: nel mio nome scacceranno i demòni, parleranno lingue nuove, prenderanno in mano i serpenti e, se berranno qualche veleno, non recherà loro danno; imporranno le mani ai malati e questi guariranno».
Il Signore Gesù, dopo aver parlato con loro, fu elevato in cielo e sedette alla destra di Dio. Allora essi partirono e predicarono dappertutto, mentre il Signore agiva insieme con loro e confermava la Parola con i segni che la accompagnavano.