
Mercoledì 22
Patiamo l’esperienza del non essere riconosciuti. Patiamo l’essere rifiutati da qualcuno: il no lo percepiamo come un non diritto ad essere, tanto è significativa per noi la dimensione relazionale. Gesù, che ben conosce sentimenti e desideri del nostro cuore, ci rassicura: nessun rifiuto da parte mia (“colui che viene a me, io non lo caccerò fuori”). Tutti siamo destinatari privilegiati di un abbraccio di misericordia. Non importa l’avventura che ci portiamo alle spalle, se una vita di grazia o una esistenza fatta di paure e di angosce: ciò che conta è avere l’umiltà e il coraggio di muoverci verso Cristo, accoglierlo credendo in lui.
Gv 6,35-40
«Io sono il pane della vita; chi viene a me non avrà fame e chi crede in me non avrà sete, mai! Vi ho detto però che voi mi avete visto, eppure non credete.
Tutto ciò che il Padre mi dà, verrà a me: colui che viene a me, io non lo caccerò fuori, perché sono disceso dal cielo non per fare la mia volontà, ma la volontà di colui che mi ha mandato.
E questa è la volontà di colui che mi ha mandato: che io non perda nulla di quanto egli mi ha dato, ma che lo risusciti nell’ultimo giorno. Questa infatti è la volontà del Padre mio: che chiunque vede il Figlio e crede in lui abbia la vita eterna; e io lo risusciterò nell’ultimo giorno».