
Venerdì 10
Ci sono notti in cui nulla sembra avere più la luce di un senso. Ci sono notti in cui non c’è esperienza di fede che tenga. Ci sono notti in cui alla fatica impiegata si mescola la rabbia per gli esiti infruttuosi di operazioni su cui eravamo certi di poter contare. Ci sono notti in cui con più forza avvertiamo come una attrazione a voler azzerare tutto, fare come se nulla sia accaduto nella nostra vita: volentieri riporteremmo indietro le lancette dell’orologio per evitare di prendere coscienza che il tempo trascorso nel mentre è passato invano, senza lasciare nulla se non un senso di vuoto. Notti di smarrimento quando Lui è assente. Notti interminabili: le tenebre sembrano sopraffare. Notti che con forza restituiscono soltanto la vergogna dell’essere ancora in vita: qualcosa ci ha strappato parole e speranze. Notti in cui non resta che mollare la presa. Ma nessuno coincide con le notti di pesca andate a vuoto come nessuno coincide con la propria incapacità ad aprire gli occhi e riconoscere che lui, il Signore, è lì, proprio in quella notte e proprio in quella tenebra.
Gv 21,1-14
Gesù si manifestò di nuovo ai discepoli sul mare di Tiberìade. E si manifestò così: si trovavano insieme Simon Pietro, Tommaso detto Dìdimo, Natanaèle di Cana di Galilea, i figli di Zebedèo e altri due discepoli. Disse loro Simon Pietro: «Io vado a pescare». Gli dissero: «Veniamo anche noi con te». Allora uscirono e salirono sulla barca; ma quella notte non presero nulla.
Quando già era l’alba, Gesù stette sulla riva, ma i discepoli non si erano accorti che era Gesù. Gesù disse loro: «Figlioli, non avete nulla da mangiare?». Gli risposero: «No». Allora egli disse loro: «Gettate la rete dalla parte destra della barca e troverete». La gettarono e non riuscivano più a tirarla su per la grande quantità di pesci. Allora quel discepolo che Gesù amava disse a Pietro: «È il Signore!». Simon Pietro, appena udì che era il Signore, si strinse la veste attorno ai fianchi, perché era svestito, e si gettò in mare. Gli altri discepoli invece vennero con la barca, trascinando la rete piena di pesci: non erano infatti lontani da terra se non un centinaio di metri.
Appena scesi a terra, videro un fuoco di brace con del pesce sopra, e del pane. Disse loro Gesù: «Portate un po’ del pesce che avete preso ora». Allora Simon Pietro salì nella barca e trasse a terra la rete piena di centocinquantatrè grossi pesci. E benché fossero tanti, la rete non si spezzò. Gesù disse loro: «Venite a mangiare». E nessuno dei discepoli osava domandargli: «Chi sei?», perché sapevano bene che era il Signore. Gesù si avvicinò, prese il pane e lo diede loro, e così pure il pesce. Era la terza volta che Gesù si manifestava ai discepoli, dopo essere risorto dai morti.