
Giovedì 9
Quella sera, mentre si rendeva presente in mezzo ai discepoli, Gesù mostrava loro che tutto ha un senso, tutto è grazia. La sua vicenda non significava il fallimento di tutto, ma il compimento di tutto: quella morte portava già il germe di un nuovo inizio possibile. Che cosa voleva significare che il Risorto portasse ancora i segni della passione? Che i segni inferti dal male non si cancellano ma si trasfigurano. Una violenza subita resta tale; un’amicizia tradita resta tale; un affronto resta tale. E, tuttavia, alla luce della risurrezione, siamo chiamati a rileggere il nostro bagaglio di male secondo un altro registro.
Lc 24,35-48
In quel tempo, [i due discepoli che erano ritornati da Èmmaus] narravano ciò che era accaduto lungo la via e come l’avevano riconosciuto nello spezzare il pane.?Mentre essi parlavano di queste cose, Gesù in persona stette in mezzo a loro e disse: «Pace a voi!». Sconvolti e pieni di paura, credevano di vedere un fantasma. Ma egli disse loro: «Perché siete turbati, e perché sorgono dubbi nel vostro cuore? Guardate le mie mani e i miei piedi: sono proprio io! Toccatemi e guardate; un fantasma non ha carne e ossa, come vedete che io ho». Dicendo questo, mostrò loro le mani e i piedi.?Ma poiché per la gioia non credevano ancora ed erano pieni di stupore, disse: «Avete qui qualche cosa da mangiare?». Gli offrirono una porzione di pesce arrostito; egli lo prese e lo mangiò davanti a loro.?Poi disse: «Sono queste le parole che io vi dissi quando ero ancora con voi: bisogna che si compiano tutte le cose scritte su di me nella Legge di Mosè, nei Profeti e nei Salmi». Allora aprì loro la mente per comprendere le Scritture e disse loro: «Così sta scritto: il Cristo patirà e risorgerà dai morti il terzo giorno, e nel suo nome saranno predicati a tutti i popoli la conversione e il perdono dei peccati, cominciando da Gerusalemme. Di questo voi siete testimoni».