Riflessioni sul Vangelo di sabato 21 marzo
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Riflessioni sul Vangelo di sabato 21 marzo

Sabato 21

Gesù è segno di contraddizione. Di fronte a lui non ci sono reazioni univoche. Riscontriamo quelle positive della folla e quelle negative dei capi e, infine, la difesa da parte di Nicodemo. Il cammino verso la fede si fa strada lentamente. È un cammino graduale. Una gradualità che va rispettata e accolta anche nel nostro itinerario di fede. Non tutto ci è chiaro sin dall’inizio: è un profeta… è il Cristo… Mai un uomo ha parlato come parla quest’uomo…
Dobbiamo confessare che l’arte di scorgere e custodire i germogli non sempre ci appartiene, l’attenzione ai percorsi segreti della luce, in noi come attorno a noi, è merce rara. È sempre da apprendere lo stile di non bruciare le tappe e di non calpestare i germogli! Che cos’è l’educazione se non l’arte di riconoscere, custodire e alimentare i germogli?

Gv 7,40-53
Alcuni fra la gente dicevano: «Costui è davvero il profeta!». Altri dicevano: «Costui è il Cristo!». Altri invece dicevano: «Il Cristo viene forse dalla Galilea? Non dice la Scrittura: “Dalla stirpe di Davide e da Betlemme, il villaggio di Davide, verrà il Cristo”?». E tra la gente nacque un dissenso riguardo a lui. Alcuni di loro volevano arrestarlo, ma nessuno mise le mani su di lui. Le guardie tornarono quindi dai capi dei sacerdoti e dai farisei e questi dissero loro: «Perché non lo avete condotto qui?». Risposero le guardie: «Mai un uomo ha parlato così!». Ma i farisei replicarono loro: «Vi siete lasciati ingannare anche voi? Ha forse creduto in lui qualcuno dei capi o dei farisei? Ma questa gente, che non conosce la Legge, è maledetta!». Allora Nicodèmo, che era andato precedentemente da Gesù, ed era uno di loro, disse: «La nostra Legge giudica forse un uomo prima di averlo ascoltato e di sapere ciò che fa?». Gli risposero: «Sei forse anche tu della Galilea? Studia, e vedrai che dalla Galilea non sorge profeta!». E ciascuno tornò a casa sua.