Riflessioni sul Vangelo di venerdì 20 marzo
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Riflessioni sul Vangelo di venerdì 20 marzo

Venerdì 20

C’è confusione sull’identità di Gesù. Alcuni sostengono che sia una brava persona, mentre per altri sta allontanando la gente da Dio. Ciò che Gesù è, fa e dice non può lasciare indifferente nessuno: o lo si accetta o lo si elimina. Non possono stare insieme tenebra e luce, menzogna e verità, schiavitù e libertà, morte e vita. O c’è l’una o c’è l’altra. Esiste, tuttavia, un processo di illuminazione e di ricerca, di liberazione, quasi di gestazione: è il lento cammino della fede.
Il rischio nei confronti di Gesù è quello di giudicare secondo le apparenze: “Costui sappiamo di dov’è”. La sua umanità scandalizza chi pretende che Dio si riveli attraverso segni dall’alto. Non a caso sostengono: “Il Cristo invece, quando verrà, nessuno saprà di dove sia”. 

Gv 7,1-2.10.25-30
Si avvicinava la festa dei Giudei, quella delle Capanne. Quando i suoi fratelli salirono per la festa, vi salì anche lui: non apertamente, ma quasi  di nascosto.
Alcuni abitanti di Gerusalemme dicevano: «Non è costui quello che cercano di uccidere? Ecco, egli parla liberamente, eppure non gli dicono nulla. I capi hanno forse riconosciuto davvero che egli è il Cristo? Ma costui sappiamo di dov’è; il Cristo invece, quando verrà, nessuno saprà di dove sia».
Gesù allora, mentre insegnava nel tempio, esclamò: «Certo, voi mi conoscete e sapete di dove sono. Eppure non sono venuto da me stesso, ma chi mi ha mandato è veritiero, e voi non lo conoscete. Io lo conosco, perché vengo da lui ed egli mi ha mandato».
Cercarono allora di arrestarlo, ma nessuno riuscì a mettere le mani su di lui, perché non era ancora giunta la sua ora.