
Venerdì 13
Quello scriba faceva fatica a districarsi in quella marea di prescrizioni e comandamenti di cui era composta la legislazione ebraica: ben 613 norme, vale a dire “la somma dei giorni dell’anno e delle parti del corpo allora conosciute, osservanza tutti i giorni dell’anno con tutto il coinvolgimento del proprio corpo, del proprio essere” (Bruni). Come stabilire ciò che davvero fosse vincolante?
Gesù, attingendo alla Scrittura sacra, conclude che la vita non è anzitutto una questione di codici ma una questione d’amore.
Cosa offri a Dio? I rimasugli delle tue giornate, gli scampoli delle tue energie? E quando nella tua vita hai riconosciuto ciò che è di Dio, il segno che più lo invera è il modo con cui tu guardi l’altro. Il prossimo è l’uomo verso cui ti fai incontro.
Mc 12,28b-34
Si avvicinò a Gesù uno degli scribi e gli domandò: «Qual è il primo di tutti i comandamenti?».Gesù rispose: «Il primo è: “Ascolta, Israele! Il Signore nostro Dio è l’unico Signore; amerai il Signore tuo Dio con tutto il tuo cuore e con tutta la tua anima, con tutta la tua mente e con tutta la tua forza”. Il secondo è questo: “Amerai il tuo prossimo come te stesso”. Non c’è altro comandamento più grande di questi».
Lo scriba gli disse: «Hai detto bene, Maestro, e secondo verità, che Egli è unico e non vi è altri all’infuori di lui; amarlo con tutto il cuore, con tutta l’intelligenza e con tutta la forza e amare il prossimo come se stesso vale più di tutti gli olocàusti e i sacrifici».
Vedendo che egli aveva risposto saggiamente, Gesù gli disse: «Non sei lontano dal regno di Dio». E nessuno aveva più il coraggio di interrogarlo.