
Mercoledì 5
Gesù sembra esagerato perché dice chiaramente che per seguirlo occorre dargli il primato dell’amore. Sì, perché amare Gesù prima di ogni altro non significa amare gli altri meno ma meglio perché è Lui che ci insegna ad amare; alla sequela di Gesù impariamo che amare è libertà, è sapere rinunciare a qualcosa per il bene dell’altro; insomma alla scuola di Gesù impariamo la difficile e bella arte d’amare.
Lc 14,25-33
«Se uno viene a me e non mi ama più di quanto ami suo padre, la madre, la moglie, i figli, i fratelli, le sorelle e perfino la propria vita, non può essere mio discepolo. Colui che non porta la propria croce e non viene dietro a me, non può essere mio discepolo. Chi di voi, volendo costruire una torre, non siede prima a calcolare la spesa e a vedere se ha i mezzi per portarla a termine? Per evitare che, se getta le fondamenta e non è in grado di finire il lavoro, tutti coloro che vedono comincino a deriderlo, dicendo: “Costui ha iniziato a costruire, ma non è stato capace di finire il lavoro”. Oppure quale re, partendo in guerra contro un altro re, non siede prima a esaminare se può affrontare con diecimila uomini chi gli viene incontro con ventimila? Se no, mentre l’altro è ancora lontano, gli manda dei messaggeri per chiedere pace. Così chiunque di voi non rinuncia a tutti i suoi averi, non può essere mio discepolo».