
Martedì 21
«Tutti siamo obbligati a farci santi e tutti possiamo farcela se lo vogliamo; tutti dobbiamo farci santi, tutti possiamo farcela, facciamocela davvero». Per essere santi, secondo il Santo Gianelli, occorre un metodo di vita, un progetto, una pedagogia: occorre percorrere un cammino. «La divina volontà in generale è la santa sua legge, la divina volontà per ciascheduno in particolare sono i doveri del proprio stato. Adempiteli e sarete santi. In tutti i mestieri del mondo ci sono dei santi e in tutti ve ne possono essere: ma quelli si sono fatti santi e noi
dobbiamo farcela con l’adempimento dei nostri doveri».
«Eccovi, dunque, il secondo mezzo a perseverare: fissarsi un metodo e un regolamento di vita da osservarsi sempre. Stabilite d’ogni quanto tempo andarvi a confessare: come vi regolerete nei dì di festa, come farete a pagare i debiti e come farete ad adempiere tutti gli altri doveri del vostro stato; …e quando abbiate risoluto, cominciate subito ad eseguire, non perdete tempo, non lasciate passare né settimana, né giorni, né ora. Fate piuttosto qualcosa di meno, ma fatela pronta, fatela sempre e non la differite mai senza una grave necessità (“il maledetto farò”, ndr)».
«Vogliamo dunque andare in Paradiso come si deve? Bisogna che cerchiamo di andarvi con tutti i nostri prossimi: bisogna che desideriamo la salute anche dei turchi, degli ebrei, dei gentili, e perciò, che li amiamo. Bisogna che desideriamo anche quella dei nostri nemici e, perciò, che li amiamo. Volerci andare per un’altra strada sarebbe camminare in basso mentre vogliamo andare in alto, un camminare a ponente mentre vogliamo andare a levante».