Riflessioni sul Vangelo di  domenica 21 settembre
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Riflessioni sul Vangelo di domenica 21 settembre

Domenca 21

Siamo bravi, scaltri, ingegnosi quando dobbiamo fare di tutto per apparire. Riusciamo a fare sacrifici quando vogliamo avere successo nel mondo del lavoro, dello studio, nella vita mondana. Ci sappiamo applicare con ingegno quando dobbiamo imparare i gossip dei vip o del vicino di casa  e magari non sappiamo niente o poco del vangelo, dei discorsi del papa, del ciclo liturgico delle letture. Ancora, per la nostra squadra del cuore o per il nostro cantante siamo capaci di andare agli stadi affollati e pieni di calca e sudore e poi però a messa ci lamentiamo se l’omelia è lunga, se non c’è il ventilatore oppure non sappiamo andare a trovare un ammalato, non vogliamo dedicare un’ora alla caritas parrocchiale. Se solo ci applicassimo per la nostra fede o per la santità, la metà di quanto facciamo per il mondo saremmo già santi!

Lc 16, 1-13

"Un uomo ricco aveva un amministratore, e questi fu accusato dinanzi a lui di sperperare i suoi averi. Lo chiamò e gli disse: "Che cosa sento dire di te? Rendi conto della tua amministrazione, perché non potrai più amministrare".
L’amministratore disse tra sé: "Che cosa farò, ora che il mio padrone mi toglie l’amministrazione? Zappare, non ne ho la forza; mendicare, mi vergogno. So io che cosa farò perché, quando sarò stato allontanato dall’amministrazione, ci sia qualcuno che mi accolga in casa sua".
Chiamò uno per uno i debitori del suo padrone e disse al primo: "Tu quanto devi al mio padrone?". Quello rispose: "Cento barili d’olio". Gli disse: "Prendi la tua ricevuta, siediti subito e scrivi cinquanta". Poi disse a un altro: "Tu quanto devi?". Rispose: "Cento misure di grano". Gli disse: "Prendi la tua ricevuta e scrivi ottanta".
Il padrone lodò quell’amministratore disonesto, perché aveva agito con scaltrezza. I figli di questo mondo, infatti, verso i loro pari sono più scaltri dei figli della luce.
Ebbene, io vi dico: fatevi degli amici con la ricchezza disonesta, perché, quando questa verrà a mancare, essi vi accolgano nelle dimore eterne.
Chi è fedele in cose di poco conto, è fedele anche in cose importanti; e chi è disonesto in cose di poco conto, è disonesto anche in cose importanti. Se dunque non siete stati fedeli nella ricchezza disonesta, chi vi affiderà quella vera? E se non siete stati fedeli nella ricchezza altrui, chi vi darà la vostra?
Nessun servitore può servire due padroni, perché o odierà l’uno e amerà l’altro, oppure si affezionerà all’uno e disprezzerà l’altro. Non potete servire Dio e la ricchezza".