Riflessioni sul Vangelo di martedì 16 settembre
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Riflessioni sul Vangelo di martedì 16 settembre

Martedì 16

Certo, è una risurrezione, ma mi piace anche considerarlo come una vera e propria sanazione di una relazione ferita, interrotta, morta. Quanta sofferenza viviamo per l’incapacità di gestire alcune nostre relazioni, quanto dolore, quanto male ci facciamo con il nostro modo disordinato di vivere alcune delle nostre relazioni. Quante relazioni morte nella nostra vita! Relazioni di tutti i tipi, familiari, amicali, di lavoro. Relazioni morte o ferite per mille motivi,  per invidia gelosia competizione possesso egoismo fragilità. Ecco, Gesù è venuto a ridonare pace. A restituire i figli ai genitori e viceversa, a restituire belle amicizie rovinate per motivi più o meno futili. Fai entrare Dio nelle tue relazioni e sarà tutto più bello!

Lc 7, 11-17

Gesù si recò in una città chiamata Nain, e con lui camminavano i suoi discepoli e una grande folla.
Quando fu vicino alla porta della città, ecco, veniva portato alla tomba un morto, unico figlio di una madre rimasta vedova; e molta gente della città era con lei.
Vedendola, il Signore fu preso da grande compassione per lei e le disse: «Non piangere!». Si avvicinò e toccò la bara, mentre i portatori si fermarono. Poi disse: «Ragazzo, dico a te, àlzati!». Il morto si mise seduto e cominciò a parlare. Ed egli lo restituì a sua madre.
Tutti furono presi da timore e glorificavano Dio, dicendo: «Un grande profeta è sorto tra noi», e: «Dio ha visitato il suo popolo». Questa fama di lui si diffuse per tutta quanta la Giudea e in tutta la regione circostante