
Giovedì 24
La vita cristiana deve guardare alla croce; la vita cristiana è piena, completa e matura quando arriva ed ha il coraggio di fermarsi a contemplare la croce, e Colui che alla croce fu appeso. La vita cristiana è piena, completa e matura quando arriva a dire: “sto anch’io sulla mia croce; su quella croce che è il mio temperamento, per certi aspetti diverso da quello che vorrei; su quella croce che le circostanze quotidiane mi preparano; su quella croce che le persone, alle volte per poco tatto e con un certo egoismo, mi mettono sulle spalle. Sto sulla mia croce. Ci sto col Signore, non da solo, ma col Signore, crocifisso per me.”
Gv 15,1-8
«Io sono la vite vera e il Padre mio è l’agricoltore. Ogni tralcio che in me non porta frutto, lo taglia, e ogni tralcio che porta frutto, lo pota perché porti più frutto. Voi siete già puri, a causa della parola che vi ho annunciato. Rimanete in me e io in voi. Come il tralcio non può portare frutto da se stesso se non rimane nella vite, così neanche voi se non rimanete in me. Io sono la vite, voi i tralci. Chi rimane in me, e io in lui, porta molto frutto, perché senza di me non potete far nulla. Chi non rimane in me viene gettato via come il tralcio e secca; poi lo raccolgono, lo gettano nel fuoco e lo bruciano. Se rimanete in me e le mie parole rimangono in voi, chiedete quello che volete e vi sarà fatto. In questo è glorificato il Padre mio: che portiate molto frutto e diventiate miei discepoli».