Riflessioni sul Vangelo di martedì 13 maggio
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Riflessioni sul Vangelo di martedì 13 maggio

Martedì 13

Il bambino, prima ancora di imparare il senso delle parole dei genitori, ascolta il timbro della voce della mamma o del papà e si sente al sicuro. A volte Dio si comporta allo stesso modo. Non capisci il contenuto esatto del suo messaggio o di quello che ti sta chiedendo, ma ne percepisci la sua presenza, il timbro della sua voce. Questo ti sostiene, ti dà sicurezza e ti fa capire che devi continuare ad andare avanti come stai facendo. 

Gv 10,22-30

Ricorreva, in quei giorni, a Gerusalemme la festa della Dedicazione. Era inverno. Gesù camminava nel tempio, nel portico di Salomone. Allora i Giudei gli si fecero attorno e gli dicevano: «Fino a quando ci terrai nell’incertezza? Se tu sei il Cristo, dillo a noi apertamente».
Gesù rispose loro: «Ve l’ho detto, e non credete; le opere che io compio nel nome del Padre mio, queste danno testimonianza di me. Ma voi non credete perché non fate parte delle mie pecore. Le mie pecore ascoltano la mia voce e io le conosco ed esse mi seguono. Io do loro la vita eterna e non andranno perdute in eterno e nessuno le strapperà dalla mia mano. Il Padre mio, che me le ha date, è più grande di tutti e nessuno può strapparle dalla mano del Padre. Io e il Padre siamo una cosa sola».