Riflessioni sul Vangelo di venerdì 9 maggio
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Riflessioni sul Vangelo di venerdì 9 maggio

Venerdì 9

A volte penso quanto sia stato grande, geniale, commovente Gesù nel lasciarsi nel segno del pane e del vino. Come se non ci fosse nient’altro che evocasse più limpidamente la sua vita e la sua morte, E noi, spesso parliamo di eucaristia senza parlare di pane e di vino, senza ricordare che il rito cui siamo chiamati per fare memoria di lui, è una cena: "Fate questo in memoria di me"! Non è forse vero che ad ogni celebrazione riascoltiamo parole che sono invito per tutti?

Gv 6,52-59

«Come può costui darci la sua carne da mangiare?».
Gesù disse loro: «In verità, in verità io vi dico: se non mangiate la carne del Figlio dell’uomo e non bevete il suo sangue, non avete in voi la vita. Chi mangia la mia carne e beve il mio sangue ha la vita eterna e io lo risusciterò nell’ultimo giorno. Perché la mia carne è vero cibo e il mio sangue vera bevanda.
Chi mangia la mia carne e beve il mio sangue rimane in me e io in lui. Come il Padre, che ha la vita, ha mandato me e io vivo per il Padre, così anche colui che mangia me vivrà per me. Questo è il pane disceso dal cielo; non è come quello che mangiarono i padri e morirono. Chi mangia questo pane vivrà in eterno».
Gesù disse queste cose, insegnando nella sinagoga a Cafàrnao.